


Void Weaver
Bullet-hell: la nave mira da sola, tu ti muovi e schivi.
Bullet-hell: dieci biomi, un boss ogni cinque ondate, si gioca anche dal browser.
Fuori da scuola c'è lo sport, la musica, l'inglese. Questa è un'altra strada: si costruisce un videogioco o un'app, e si impara come è fatto dentro. Chi poi vuole portarlo avanti continua al doposcuola. Dai 14 anni in su, senza limite di età.

Void Weaver, il gioco che abbiamo pubblicato noi
Il primo giorno mettete le idee sul tavolo e scegliete: un videogioco o un'app. Dall'appuntamento dopo si costruisce quella, tutti e sei sulla stessa cosa, e ogni volta sullo schermo c'è un pezzo in più della volta prima. All'ottavo il progetto gira, si prova e si capisce come è fatto dentro.
Otto appuntamenti sulle basi di come si costruisce un'app o un videogioco: il movimento sullo schermo, le regole, la grafica, il suono, gli errori da leggere. Si imparano su un progetto vero, non su esercizi, e noi quel percorso l'abbiamo già fatto: sappiamo dove ci si blocca.
Un appuntamento, un pezzo del progetto. Alla fine del primo c'è già qualcosa che funziona; all'ottavo il progetto gira e si sa cosa gli manca.
Gioco o app, e quale. Si mette giù l'idea, si divide il lavoro, si apre il progetto. Alla fine della mattina c'è già qualcosa che parte.
Il primo pezzo che risponde a quello che fai: premi un tasto e succede qualcosa.
Cosa si può fare e cosa no, cosa vale un punto e cosa fa perdere.
I nemici che si muovono da soli, o la funzione principale dell'app. È qui che si scrive la logica vera.
Colori, font e disposizione delle cose sullo schermo, cioè come si capisce il gioco senza leggere istruzioni.
Gli effetti e la colonna sonora. Senza audio lo stesso gioco sembra incompleto.
Leggere i messaggi d'errore e cercare la causa invece di ricominciare da capo, e far provare il gioco a chi non l'ha scritto.
Il nome, l'icona, la pagina dello store, cosa chiedono Apple e Google. Si guarda cosa manca al progetto per essere mandato, e chi vuole arrivarci continua al doposcuola.
Void Weaver è un gioco nostro, Ditionatio è un'app nostra: sono su App Store e Google Play e si possono provare. Insegniamo il percorso che abbiamo già fatto, compresi gli errori.



Bullet-hell: la nave mira da sola, tu ti muovi e schivi.
Bullet-hell: dieci biomi, un boss ogni cinque ondate, si gioca anche dal browser.


Traduce la versione di latino e analizza ogni parola.
Fotografi la versione di latino e ti torna tradotta, con l'analisi di ogni parola.
Otto appuntamenti da quattro ore, sei ragazzi in aula, un progetto solo su cui imparare le basi.
€227tutto il percorso
8 appuntamenti, 32 ore in aula
€197a testa
€30 in meno a testa
Se vi iscrivete in due, con un amico, un fratello o una sorella, sono €197 a testa invece di €227.
Si comincia lunedì 24 agosto e si finisce mercoledì 9 settembre, prima del rientro a scuola, che in Toscana è martedì 15 settembre. Tre mattine a settimana dalle 09:00 alle 13:00, due nell'ultima.
Chiusi per ferie dal 10 al 16 agosto
Se il primo gruppo si riempie apriamo una seconda classe, sempre da sei. Scriveteci comunque: se siete in lista vi diciamo subito che giorni.
A fine agosto capita di essere ancora via. Il gruppo va avanti, e a te mandiamo cosa è cambiato, dove è arrivato il progetto e cosa c'è da fare: quando torni riprendi da lì. Se serve, facciamo mezz'ora in videochiamata.
Non sono lezioni registrate da recuperare: è un aggiornamento sul progetto, per rientrare senza perdere il filo.
Le basi per costruire un'app o un videogioco, e un progetto vero su cui le avete imparate. Il codice sta sui vostri account, non sui nostri: quando il corso finisce ce l'avete ancora e potete continuare a lavorarci, da soli o al doposcuola.
Quando il progetto è pronto lo pubblichiamo noi sugli store, con i vostri nomi nei crediti. Non diciamo quando: dipende da dove arriva il progetto, e una cosa si manda quando funziona, non a una data decisa prima.
Il motore di gioco, i messaggi d'errore e la documentazione sono in inglese. Non c'è un'ora di lingua nel programma: si legge l'inglese perché serve per andare avanti, e a forza di leggerlo diventa più facile.
Niente grammatica, verifiche o attestati di livello.
Chi si iscrive passa otto mattine sugli strumenti con cui si costruisce software per davvero, non su un simulatore per ragazzi. Impara le basi su un progetto che deve funzionare, e da quel punto può andare avanti: al doposcuola durante l'anno, o da solo, perché il codice resta sui suoi account. E parte da quello che nel tempo libero facevano già.
Il motore di gioco, il codice, la grafica, il suono, quello che chiedono gli store: le stesse cose che usa chi lo fa di mestiere, imparate su un progetto che deve funzionare per davvero. È il tipo di competenza che nel lavoro si cerca, e che a scuola si vede di rado.
Il progetto si prova, e quando è pronto lo pubblichiamo noi sugli store col nome nei crediti: da quel momento è un indirizzo che chiunque può aprire. È verificabile, quindi vale in una candidatura, in un colloquio o davanti a una commissione d'esame. Per il triennio delle superiori facciamo anche da struttura ospitante per i PCTO.
Corsi di coding per ragazzi ce ne sono. Percorsi in cui il gruppo è da sei, il progetto è uno solo e chi insegna ha già pubblicato le proprie app sugli store, a Livorno non li abbiamo trovati. Se ne trovate uno, ditecelo.
Se volete capire com'è prima di decidere, passate a vedere l'aula: ci vogliono dieci minuti e si può venire insieme.
Parliamone su WhatsAppTi mandiamo un aggiornamento su cosa è cambiato e dove è arrivato il progetto, così quando torni riprendi da lì. Se serve facciamo mezz'ora in videochiamata. Quello che hai perso lo recuperi al doposcuola, dove il progetto va avanti.
Chi ha fatto gli otto appuntamenti d'estate qui ritrova il suo progetto e continua a costruirlo: i pezzi che mancano, quello che non funziona ancora, tutto quello che serve per mandarlo sugli store. Poi, quando è pubblicato, gli aggiornamenti e le cose che chiede chi lo ha scaricato.
Chi non ha fatto il camp entra comunque: si aggancia al progetto che c'è, o ne comincia uno suo. Non serve aver fatto agosto.
Lunedì e mercoledì, dalle 15:00 alle 17:00: 2 pomeriggi da 2 ore, 4 ore a settimana. Massimo 6.
In questi pomeriggi si lavora sul progetto, non sui compiti di scuola: quattro ore a settimana non bastano per quello, e non è questo l'obiettivo.
Ogni ragazzo sceglie su cosa lavorare in base a dove è arrivato il progetto, e va al suo ritmo. Se qualcosa non funziona, se ne accorge da solo provando il gioco, senza bisogno che un adulto lo corregga.
Due ore, dalle 15 alle 17. Alle 17 hanno finito e tornano a casa da soli, come da scuola.
Quello che è rimasto fuori d'estate, i pezzi nuovi, quello che serve per mandarlo sugli store. Si lavora su una cosa che esiste già e che si prova: è diverso da un esercizio.
A ogni pomeriggio il progetto sta un pezzo più avanti di com'era. Se non è così, il pomeriggio è andato male.
L'icona, la pagina dello store, la clip per farlo vedere. Una cosa fatta bene va anche presentata bene, e questo è il pezzo che nessuno insegna.
Stampa 3D, elettronica, intelligenza artificiale guidata dal docente, quando c'è un pezzo del progetto che le richiede.
La documentazione e gli errori sono in inglese, e per andare avanti si impara a leggerli. È l'inglese che serve e che a scuola non si fa.
Si entra quando si vuole. Il trimestre costa meno al mese ed è il tempo in cui un progetto arriva da qualche parte.
Otto pomeriggi, due a settimana. Si rinnova a mese.
Tre mesi, cioè il tempo in cui un progetto arriva da qualche parte. Costa meno al mese.
Poche cose, e cambiano con l'età. Si parte da zero il primo giorno, anche chi non ha mai scritto una riga di codice.
Servono il tuo nome e il pagamento, e basta. Ti scriviamo il giorno prima per dirti dove trovarci e a che ora.
Qualche foglio in più, firmato da un genitore. Lo chiediamo prima del primo giorno, così la prima mattina si comincia e non si compila.
Dai 14 anni in su, gli account degli strumenti che si usano vengono creati direttamente dal ragazzo o dalla ragazza, e restano suoi anche dopo il corso. L'unica eccezione è Claude, che per policy richiede almeno 18 anni: per questo lo usa solo il docente, mostrandolo sul grande schermo in aula.
Le foto durante il corso sono facoltative: si può scegliere di non essere fotografati, senza che questo cambi nulla nella partecipazione.
In Via della Bastia 85, a Livorno: una sala con la LIM, i tavoli a isole, l'angolo con le poltrone per la pausa e lo spazio esterno.





Siamo disponibili come struttura ospitante per i PCTO del triennio. Serve una convenzione con la scuola e un tutor per parte: scriveteci e la prepariamo noi.
Vieni in Via della Bastia 85: vedi la stanza, conosci chi ci sta e decidi dopo. Ci vogliono dieci minuti, e se sei minorenne porta un genitore.