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Validazione IBAN

Verifica IBAN

Inserisci un IBAN italiano o europeo per verificarne la validità e visualizzare i dettagli

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FAQ

Domande Frequenti

Tutto quello che devi sapere sulla validazione IBAN

Come è strutturato un IBAN italiano?

Un IBAN italiano è composto da 27 caratteri: 2 lettere per il codice paese (IT), 2 cifre di controllo, 1 lettera CIN (carattere di controllo nazionale), 5 cifre ABI (codice banca), 5 cifre CAB (codice sportello/filiale) e 12 caratteri per il numero di conto corrente.

Come funziona la validazione dell'IBAN?

L'IBAN viene validato con l'algoritmo modulo 97 (ISO 13616). Si spostano i primi 4 caratteri alla fine, si convertono le lettere in numeri (A=10, B=11...) e si calcola il resto della divisione per 97. Se il risultato è 1, l'IBAN è formalmente valido.

Cosa sono i codici ABI e CAB?

Il codice ABI (Associazione Bancaria Italiana) identifica la banca. Il codice CAB (Codice di Avviamento Bancario) identifica la specifica filiale. Insieme, ABI e CAB individuano univocamente una filiale bancaria in Italia.

Lo strumento verifica se il conto è attivo?

No, questo strumento verifica solo la correttezza formale dell'IBAN tramite l'algoritmo di controllo. Non verifica l'esistenza effettiva del conto corrente. Per verifiche di questo tipo è necessario contattare la banca.

I miei dati restano privati?

Sì, e non perché ce lo siamo promessi: questo strumento gira per intero dentro il tuo browser. Quello che scrivi o che carichi non parte dal tuo dispositivo, quindi non arriva a nessun nostro server e non c'è niente che possiamo conservare, leggere o perdere. La prova la puoi fare da te: apri la pagina, stacca la connessione e lo strumento continua a funzionare.

Salvate quello che inserisco?

No. Dietro a questo strumento non c'è nessun database: non salviamo i file, non salviamo i testi e non salviamo i risultati. Quando chiudi la scheda non resta niente — né qui da noi, perché non è mai arrivato, né altrove.

Mi profilate? Siete in regola con il GDPR?

Noi non ti profiliamo: non c'è un account da fare, non ti chiediamo l'email per usare uno strumento e non teniamo un profilo di quello che fai. Siamo una società italiana e lavoriamo sotto il GDPR e le altre regole europee, con l'informativa e la richiesta di consenso in chiaro. Una cosa la diciamo per intero invece di nasconderla nello slogan: la pubblicità in pagina è di Google, e Google può usare i cookie per personalizzarla. Decidi tu dal banner dei consensi: se dici di no gli annunci restano, ma non personalizzati, e lo strumento funziona esattamente uguale.

Se è gratis, dove guadagnate?

Con la pubblicità in pagina, e basta. Non vendiamo i tuoi dati, non c'è un piano a pagamento nascosto, non c'è un limite che a un certo punto ti chiede la carta e non devi registrarti. Gli annunci pagano i server e il tempo che ci mettiamo a scrivere gli strumenti: è il motivo per cui possiamo tenerli aperti a tutti.

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