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Cosa controllare di un'azienda prima di lavorarci

Aggiornata il 29 ottobre 2026

In breve

Prima di lavorare con un'azienda che non conosci bastano pochi controlli sul Registro Imprese: che esista e sia attiva, chi la rappresenta, da quanto c'è e com'è andato l'ultimo bilancio. Si fanno partendo dalla partita IVA.

Un cliente nuovo che chiede di pagare a sessanta giorni, un fornitore che vuole un anticipo, un'azienda che ti propone una collaborazione. In tutti questi casi la prima cosa da sapere è chi c'è dall'altra parte, e il Registro Imprese lo dice a chiunque lo chieda.

Questi sono i controlli che conviene fare, in ordine.

1. L'azienda esiste ed è attiva

Parti dalla partita IVA, che trovi su un preventivo, su una fattura o in fondo al sito. Verifica che al Registro Imprese corrisponda alla denominazione con cui l'azienda si presenta e che lo stato sia «attiva». Una società in liquidazione esiste ancora, ma sta chiudendo: ci puoi lavorare, sapendo come stanno le cose.

2. Chi può firmare

La persona con cui tratti non è sempre quella che può impegnare la società. La visura dice chi sono gli amministratori e chi ha la rappresentanza legale. Se il contratto lo firma qualcun altro, chiedi una procura. C'è una guida apposta su chi può firmare per una società.

3. Da quanto tempo esiste e quanto è grande

La data di costituzione, il capitale sociale e il numero di dipendenti danno l'ordine di grandezza. Una società nata tre mesi fa con mille euro di capitale può essere seria, ma un ordine importante con pagamento a novanta giorni, in quel caso, merita una garanzia o un acconto.

4. Com'è andato l'ultimo bilancio

Le società di capitali depositano il bilancio ogni anno. Fatturato, utile o perdita e patrimonio netto bastano per capire se l'azienda sta crescendo o si sta restringendo. Un patrimonio netto negativo è il segnale più chiaro: vuol dire che i debiti superano quello che la società possiede. I dettagli sono nella guida su come leggere il bilancio di una società.

5. L'indirizzo e i recapiti

La sede legale della visura deve tornare con quella scritta sui documenti che hai ricevuto. Un indirizzo diverso non è per forza un problema, ma va chiesto.

Lo stesso vale quando, a lavoro avviato, ti chiedono di pagare su un IBAN nuovo. È uno dei modi più comuni di truffare un'azienda: la conferma si chiede con una telefonata a un numero che hai trovato tu, non a quello scritto nella mail.

Quale visura prendere

Le visure di cui parla questa guida

Si paga online il singolo documento, che arriva per email in PDF.

Domande frequenti

Serve il permesso dell'azienda per fare questi controlli?

No. Il Registro Imprese è pubblico e chiunque può consultarlo, senza dover spiegare il motivo. Esiste proprio perché chi lavora con un'impresa possa sapere con chi ha a che fare.

Cosa faccio se i dati non tornano?

Chiedi spiegazioni prima di firmare o di consegnare. A volte c'è un motivo semplice, come un trasloco non ancora registrato o un marchio diverso dalla denominazione. Se la persona che tratta con te non compare fra chi può firmare, chiedi una procura scritta.

Questi controlli bastano per l'antiriciclaggio?

No. Chi è obbligato all'adeguata verifica, come professionisti, intermediari e agenti immobiliari, deve anche individuare il titolare effettivo e conservarne la prova nel fascicolo del cliente. È spiegato nella guida sul titolare effettivo.

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