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Come controllare un fornitore prima di firmare un contratto

Aggiornata il 5 novembre 2026

In breve

Prima di firmare con un fornitore nuovo alcuni controlli si fanno gratis sui siti pubblici: la partita IVA all'Agenzia delle Entrate, il VIES per gli scambi europei, la PEC su INI-PEC. Per lo stato dell'impresa, i soci e chi può firmare serve il Registro Imprese.

Un fornitore nuovo chiede un anticipo, propone un contratto di un anno o deve lavorare nei tuoi locali. Prima di firmare conviene sapere chi è, e una parte dei controlli si fa gratis in pochi minuti. Se la domanda riguarda un cliente nuovo, c'è la guida su cosa controllare di un'azienda prima di lavorarci.

I controlli gratuiti

La partita IVA all'Agenzia delle Entrate. Sul sito dell'Agenzia delle Entrate c'è il servizio Verifica partita IVA, aperto a tutti e senza registrazione. Dice se il numero esiste e se la partita IVA è attiva o cessata. È il primo controllo da fare sul numero scritto nel preventivo.

Il VIES per gli scambi europei. VIES è il servizio della Commissione europea che dice se una partita IVA è valida per le operazioni fra paesi dell'Unione. Serve soprattutto con i fornitori degli altri paesi europei. Un'impresa italiana entra nel VIES solo se lo chiede, quindi un fornitore italiano che lavora solo in Italia può non esserci, e la sua assenza non è un'anomalia.

La PEC su INI-PEC. INI-PEC è l'indice pubblico degli indirizzi PEC di imprese e professionisti, e si consulta dal codice fiscale o dalla partita IVA. Ogni impresa iscritta al Registro Imprese deve avere una PEC. Ti serve anche dopo la firma: è l'indirizzo a cui mandare una disdetta o una contestazione con valore legale.

I dati di base del Registro Imprese. Su registroimprese.it, il sito delle Camere di Commercio, la ricerca per nome o per codice fiscale mostra gratis alcuni dati dell'impresa. Visure e bilanci si pagano.

Cosa i controlli gratuiti non dicono

Una partita IVA attiva per il fisco lascia aperte le domande che contano prima di un contratto.

  • Lo stato dell'impresa. Una società in liquidazione ha spesso la partita IVA ancora aperta. È spiegato nella guida su come sapere se un'azienda è ancora attiva.
  • Chi firma. Il contratto lo firma chi ha la rappresentanza della società, o qualcuno con una procura. Come si verifica è nella guida su chi può firmare per una società.
  • I soci. Chi possiede il fornitore, e se dietro c'è un gruppo o una persona che conosci.
  • I bilanci. Se il fornitore deve consegnare qualcosa fra sei mesi, conta che fra sei mesi ci sia ancora. Cosa guardare è nella guida sul bilancio di una società.

Le liste di sanzioni

Le sanzioni internazionali dell'Unione europea vietano a tutte le persone e le imprese dell'Unione di mettere soldi o beni a disposizione delle persone e delle società in elenco. Pagare un fornitore sanzionato è vietato anche a un'impresa che non ha nessun obbligo antiriciclaggio.

Con un artigiano della tua città il rischio è basso. Cresce con i fornitori esteri, con chi ha soci esteri e con le merci che arrivano da paesi colpiti da sanzioni. L'Unione europea pubblica gratis l'elenco consolidato delle persone e delle entità sottoposte a sanzioni finanziarie, e lo si può consultare per nome.

Prima di firmare

  • Fai firmare il contratto da chi risulta avere la rappresentanza, oppure fatti dare la procura.
  • Controlla che l'IBAN su cui pagherai sia intestato al fornitore. Dal 9 ottobre 2025, quando fai un bonifico, la banca ti dice se il nome del beneficiario corrisponde all'IBAN: se segnala una differenza, fermati e chiedi. Se a lavoro avviato ti arriva per email un IBAN nuovo, conferma con una telefonata a un numero che hai trovato tu.
  • Per un appalto, cioè un lavoro o un servizio che il fornitore svolge con i suoi dipendenti, chiedi anche il DURC, il documento che attesta che l'impresa è in regola con i contributi. Se lavora nei tuoi locali, le norme sulla sicurezza sul lavoro chiedono a chi affida il lavoro di verificarne l'idoneità tecnico-professionale.
  • Conserva i controlli fatti, con la data, insieme al contratto.

Il dossier in un PDF

Il dossier fornitore mette insieme in un PDF i dati del Registro Imprese (stato, sede, attività, forma giuridica e ultimi bilanci), i soci con le quote, la PEC e il codice destinatario per la fattura elettronica, la verifica nel VIES e il controllo della denominazione su liste di sanzioni, notizie di stampa negative e persone politicamente esposte. In apertura ci sono le cose da notare, scritte come fatti, senza punteggi né giudizi.

Se ti serve un pezzo solo:

Le visure di cui parla questa guida

Si paga online il singolo documento, che arriva per email in PDF.

Domande frequenti

Come verifico gratis una partita IVA?

Per un'impresa italiana c'è il servizio Verifica partita IVA sul sito dell'Agenzia delle Entrate: dice se il numero esiste e se è attivo o cessato. Per un'impresa di un altro paese dell'Unione c'è VIES, il servizio della Commissione europea per le operazioni fra paesi europei.

Un fornitore italiano che non è nel VIES è un problema?

Di solito no. Un'impresa italiana entra nel VIES solo se chiede di fare operazioni con gli altri paesi dell'Unione, e chi lavora solo in Italia spesso non lo chiede. Il VIES conta quando il fornitore ha sede in un altro paese europeo e ti fattura senza IVA.

Dove trovo la PEC di un'azienda?

Su INI-PEC, l'indice pubblico degli indirizzi PEC di imprese e professionisti, cercando per codice fiscale o partita IVA. È gratuito. La PEC è l'indirizzo giusto per una disdetta, una diffida o una contestazione, perché la consegna ha valore legale.

Devo controllare un fornitore sulle liste antiriciclaggio?

Se non sei un soggetto obbligato, l'adeguata verifica non ti riguarda. Le sanzioni internazionali invece valgono per tutti: pagare una persona o una società in elenco è vietato. Il controllo conviene soprattutto con fornitori esteri, con soci esteri o con merci da paesi colpiti da sanzioni.

Cosa chiedo al fornitore prima di firmare?

La partita IVA e la denominazione esatta, il nome di chi firma con i suoi poteri o una procura, l'IBAN intestato all'impresa e, per un appalto, il DURC. Un fornitore in regola di solito ha già pronte tutte queste cose.

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