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PEP: chi sono le persone politicamente esposte e perché si controllano

Aggiornata il 5 novembre 2026

In breve

Le persone politicamente esposte, dette PEP, sono chi ricopre o ha lasciato da meno di un anno una carica pubblica importante, in Italia o all'estero, con i familiari e gli stretti collaboratori. Per chi fa l'adeguata verifica sono clienti da seguire con controlli rafforzati.

Questa guida spiega le regole in generale e non è una consulenza legale. L'elenco preciso delle cariche sta nell'articolo 1 del decreto legislativo 231 del 2007.

PEP è la sigla inglese di Politically Exposed Person, persona politicamente esposta. Il decreto legislativo 231 del 2007 la definisce all'articolo 1: è la persona fisica che occupa una carica pubblica importante, o l'ha lasciata da meno di un anno. Nella definizione rientrano anche i suoi familiari e chi ha con lei stretti legami.

Chi ricopre una carica pubblica importante

La legge elenca le cariche una per una. In Italia ci sono, fra gli altri:

  • il Presidente della Repubblica, il Presidente del Consiglio, i ministri, i viceministri e i sottosegretari;
  • i deputati, i senatori e i parlamentari europei, i presidenti di regione, gli assessori e i consiglieri regionali;
  • i sindaci dei capoluoghi di provincia e dei comuni più grandi;
  • i membri degli organi direttivi centrali dei partiti politici;
  • i giudici della Corte costituzionale, i magistrati della Corte di cassazione e della Corte dei conti, i consiglieri di Stato;
  • i vertici delle banche centrali e delle autorità indipendenti, gli ambasciatori e gli ufficiali di grado più alto delle forze armate;
  • gli amministratori delle imprese controllate dallo Stato o partecipate in modo prevalente da regioni e comuni grandi, e i direttori generali delle aziende sanitarie;
  • chi dirige un'organizzazione internazionale.

Valgono anche le cariche equivalenti negli altri paesi: un ministro straniero è una PEP come uno italiano.

Familiari e stretti collaboratori

La definizione si allarga a due gruppi di persone.

  • I familiari: i genitori, il coniuge o la persona unita civilmente o convivente, i figli e i loro coniugi o conviventi.
  • Chi ha stretti legami: chi è titolare effettivo di una società o di un ente insieme alla PEP, chi ha con lei stretti rapporti d'affari, e chi controlla solo formalmente una società creata in realtà a beneficio della PEP.

Il motivo è pratico. Chi vuole nascondere soldi di provenienza illecita spesso li intesta a un parente o a un socio di fiducia.

Perché si controllano

Essere una PEP non dice niente sull'onestà della persona. Vuol dire che ha, o ha avuto, un potere pubblico che la espone di più al rischio di corruzione. Per questo la legge chiede ai soggetti obbligati di applicare sempre ai clienti PEP l'adeguata verifica rafforzata:

  • far approvare il rapporto da chi ha poteri di amministrazione o di direzione, prima di avviarlo o di proseguirlo;
  • capire da dove vengono i fondi usati nel rapporto e il patrimonio del cliente;
  • seguire il rapporto più da vicino e più spesso.

Il rapporto si può aprire. Va seguito con più attenzione.

Passato un anno dalla fine dell'incarico la persona esce dalla definizione. Se però il rischio resta alto, chi fa la verifica continua con i controlli rafforzati.

Come si scopre se un cliente è una PEP

In Italia non esiste un elenco pubblico ufficiale con i nomi delle persone politicamente esposte. Si lavora con due fonti.

  1. La dichiarazione del cliente. Nel modulo dell'adeguata verifica il cliente dichiara se è una PEP, se lo è un suo familiare o se ha stretti legami con una PEP.
  2. Le banche dati. Raccolgono i nomi di chi ricopre le cariche dell'elenco, in Italia e nel mondo, da fonti pubbliche come i siti istituzionali, le gazzette ufficiali e la stampa, e li aggiornano nel tempo.

Le due fonti si controllano a vicenda. Una persona può non sapere di rientrare nella definizione: l'amministratore di una società partecipata da un comune grande, per esempio, spesso non si considera un politico.

Gli omonimi

Le banche dati cercano per nome e cognome. Un nome comune come Mario Rossi può tornare con decine di corrispondenze, e quasi tutte sono omonimi.

Prima di trarre conclusioni si confrontano i dati della corrispondenza con quelli del cliente:

  • la data di nascita, che è il dato più utile;
  • la nazionalità e i luoghi di nascita e di residenza;
  • la carica, che deve essere compatibile con quello che sai della persona.

Se i dati non coincidono, la corrispondenza è un falso positivo. Conviene scriverlo nel fascicolo con il motivo, per esempio «stesso nome, data di nascita diversa». Se coincidono, si tratta con ogni probabilità della stessa persona, e si passa alla verifica rafforzata.

Quando la data di nascita entra già nella ricerca, le corrispondenze si riducono molto.

Quando rifare il controllo

Le cariche cambiano con le elezioni e con le nomine, e un cliente che oggi non è una PEP può diventarlo l'anno prossimo. Il controllo si rifà a intervalli regolari, più frequenti per i clienti a rischio più alto, e ogni volta che il cliente ti racconta di un incarico nuovo.

Le verifiche da fare

La verifica PEP cerca un nome negli elenchi delle persone politicamente esposte, dei politici locali e di chi ha cariche pubbliche. Per ogni corrispondenza riporta data di nascita, nazionalità, luoghi e una sintesi della posizione, così il confronto con il cliente si fa subito. Se il nome non compare, il PDF lo dice, con la data del controllo.

Se insieme alle PEP vuoi controllare anche le liste di sanzioni e le notizie di stampa negative, c'è il controllo antiriciclaggio completo. Per una società, la visura antiriciclaggio segnala le persone politicamente esposte fra le cariche.

Un nome in un elenco non è un giudizio sulla persona. Come seguire il rapporto lo decide chi fa la verifica.

Le visure di cui parla questa guida

Si paga online il singolo documento, che arriva per email in PDF.

Domande frequenti

Chi è considerato PEP in Italia?

Chi occupa, o ha lasciato da meno di un anno, una carica pubblica importante: ministri, parlamentari, presidenti e assessori regionali, sindaci dei comuni più grandi, giudici delle corti superiori, ambasciatori, vertici di autorità indipendenti e di imprese pubbliche. Valgono anche le cariche equivalenti all'estero.

I familiari di un politico sono PEP?

Sì. Per la legge antiriciclaggio rientrano nella definizione i genitori, il coniuge o la persona unita civilmente o convivente, i figli e i loro coniugi o conviventi. Rientra anche chi ha stretti legami d'affari con la PEP, come chi è titolare effettivo di una società insieme a lei.

Per quanto tempo si resta PEP?

Per la legge italiana fino a un anno dopo la fine della carica. Passato l'anno la persona esce dalla definizione, ma se il rischio resta alto chi fa l'adeguata verifica continua ad applicare i controlli rafforzati.

Si può rifiutare un cliente perché è una PEP?

La legge non chiede di rifiutarlo. Chiede l'adeguata verifica rafforzata: approvazione del rapporto da parte di chi ha poteri di direzione, controllo dell'origine dei fondi e del patrimonio, controlli più frequenti. Rifiutare resta una scelta di chi fa la verifica, legata al rischio che vede.

Il controllo ha trovato una persona con lo stesso nome: cosa faccio?

Confronta data di nascita, nazionalità, luoghi e carica della corrispondenza con quelli del tuo cliente. Se non coincidono è un omonimo: scrivilo nel fascicolo con il motivo. Se coincidono si tratta con ogni probabilità della stessa persona, e si passa ai controlli rafforzati.

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